Mistral AI ha chiuso un round Serie D da 3 miliardi di euro, portando la valutazione della società a oltre 21 miliardi di euro. È il più grande aumento di capitale mai completato da una società tecnologica privata europea e arriva a tre anni dalla fondazione dell’azienda a Parigi, per mano di un gruppo di ex ricercatori usciti da Google DeepMind e Meta.
Chi ha guidato il round di finanziamento
A guidare l’operazione è stata Samsung Electronics, affiancata dai co-lead Scaleup Europe Fund e PSG Equity, quest’ultimo già presente nel capitale della startup francese.
Tra i nuovi investitori figurano anche Advent e alcuni fondi gestiti da BlackRock, ai quali si aggiunge il Granducato di Lussemburgo: un ingresso che conferma l’interesse crescente verso il progetto industriale di Mistral da parte di soggetti diversi per provenienza geografica e per natura, dai fondi di private equity ai veicoli sostenuti da capitali pubblici europei, e che segna un cambio di passo rispetto al round precedente, quando il sostegno arrivava soprattutto da un attore industriale come il produttore olandese di semiconduttori ASML.
A cosa serviranno i nuovi fondi
Il fondatore e amministratore delegato Arthur Mensch ha spiegato che il capitale servirà a rafforzare la ricerca e a potenziare prodotti e infrastrutture.
La società ha ribadito la scelta dei modelli open-weight, pensati per essere eseguiti direttamente dalle organizzazioni con i propri dati e i propri strumenti, nel rispetto dei vincoli di conformità che ciascuna realtà già applica ai propri sistemi interni.
Buona parte della nuova liquidità sarà investita in infrastrutture fisiche più che nello sviluppo del codice: Mistral punta a raggiungere circa 200 megawatt di capacità di calcolo in Europa entro la fine del 2027, un obiettivo che si affianca al primo data center dell’azienda, attualmente in costruzione in Francia, e all’accordo commerciale già siglato con Microsoft, elementi che delineano una strategia orientata a ridurre la dipendenza dai fornitori di calcolo statunitensi e a costruire una filiera più autonoma per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli linguistici sviluppati dall’azienda francese.
