Un disegno di legge depositato al Senato punta a introdurre, per la prima volta in un Paese dell’Unione Europea, sezioni giudiziarie specializzate nel contenzioso civile e commerciale legato al digitale. Il testo, depositato dal senatore Nicola Irto e elaborato dall’avvocato Antonino Polimeni, riguarda le controversie su software, servizi cloud, piattaforme e sistemi di intelligenza artificiale.
Cosa prevede il ddl sulle sezioni specializzate
Le nuove sezioni avrebbero competenza sulle liti relative a rapporti giuridici a prestazione digitale prevalente, quelli in cui la fornitura, lo sviluppo o la gestione economica di sistemi e infrastrutture digitali costituiscono il nucleo della controversia.
Il modello scelto ricalca quello già sperimentato con le sezioni specializzate in materia di impresa e si colloca nel perimetro dell’articolo 102 della Costituzione, che consente di istituire sezioni specializzate presso gli organi della giurisdizione ordinaria senza creare un nuovo giudice speciale né alterare il riparto delle giurisdizioni. Alla Scuola superiore della magistratura spetterebbe il compito di definire i percorsi di formazione iniziale e permanente per i magistrati assegnati alle nuove sezioni, mentre le disposizioni transitorie prevedono che le nuove regole si applichino ai giudizi instaurati a partire dal centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore.
Il contesto internazionale e la posizione del proponente
Se approvato, il provvedimento renderebbe l’Italia il primo Paese dell’Unione Europea dotato di un presidio giudiziario dedicato al contenzioso digitale civile e commerciale, in un ambito dove alcuni ordinamenti extraeuropei hanno già maturato esperienza.
Nel Regno Unito la Technology and Construction Court chiude oltre l’80% delle cause per via conciliativa. A Singapore, dal marzo 2026, opera la Digital Economy Specialised List dell’High Court per le controversie su intelligenza artificiale e cripto-attività.
Il senatore Irto ha collegato la proposta all’evoluzione del quadro normativo europeo, spiegando che l’AI Act, insieme al Data Act e al Digital Services Act, produrrà probabilmente un aumento delle controversie legate alla conformità algoritmica e alla responsabilità nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. Secondo il senatore la scelta di intervenire sulle sezioni esistenti, piuttosto che creare un nuovo organismo, rappresenta «una scelta di equilibrio, che rafforza l’efficienza senza alterare l’impianto della giustizia italiana».
La conferenza stampa di domani al Senato
Domani, 8 luglio, il disegno di legge sarà presentato alla stampa nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, su iniziativa del senatore Nicola Irto. All’incontro, moderato dall’avvocato Riccardo Tripepi, direttore responsabile di Byte.it, partecipano i senatori Nicola Irto e Lorenzo Basso del gruppo PD-IDP e il senatore Fausto Orsomarso del gruppo Fratelli d’Italia.
Insieme ai parlamentari intervengono l’avvocato Antonino Polimeni, fondatore dello studio Polimeni.Legal e autore giuridico del provvedimento, Antonio Balsamo, presidente della Corte d’Appello di Palermo, Luigi Bartolomeo Terzo, avvocato e presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, Andrea Lisi, avvocato di ANORC Professioni e dello Studio Legale Lisi, Marianna Chillau, presidente dell’associazione di categoria 4eCom, Angela Lo Giudice, avvocato e vice presidente di Digital for Children, e Marco Mangione, imprenditore e amministratore delegato di Host SpA.
