Bruxelles regola ChatGPT con il DSA e con l’AI Act, ma gli esperti avvisano che le zone scoperte non spariscono

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La Commissione europea ha designato ChatGPT come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi, con quattro mesi di tempo dalla notifica per adeguarsi agli obblighi di valutazione dei rischi sistemici, audit indipendenti e trasparenza algoritmica. Sotto il DSA finisce la funzione di ricerca, mentre il modello linguistico resta soggetto all'AI Act, e secondo Marco Bassini dell'Università di Tilburg la presunzione di conformità prevista da un considerando dell'AI Act non funziona come esenzione generale.

ChatGPT entra nella fascia di vigilanza più severa delle regole europee sui servizi digitali. La Commissione ha designato il servizio di OpenAI come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi, la stessa categoria che comprende Google Search e Bing.

La designazione colpisce le funzioni di ricerca dello strumento, quindi la capacità di interrogare il web e costruire risposte a partire da risultati aggiornati, mentre il chatbot considerato nel suo insieme resta al di fuori del perimetro del Digital Services Act, che quel tipo di prodotto non disciplina. Proprio da questa asimmetria sono partite le osservazioni di diversi esperti sentiti da Euractiv, che vedono nello stesso servizio due regimi normativi paralleli con confini ancora sfumati. Nello stesso provvedimento Bruxelles ha designato anche Reddit e Roblox, questa volta come piattaforme online di dimensioni molto grandi.

Perché ChatGPT rientra tra i motori di ricerca per il DSA

La Commissione ha qualificato il servizio come ibrido, perché risponde ai prompt degli utenti e allo stesso tempo interroga la rete, condizione che secondo l’esecutivo comunitario lo fa rientrare nella definizione di motore di ricerca online contenuta nel regolamento. È la prima volta che un servizio di intelligenza artificiale generativa entra nella lista dei soggetti sottoposti a supervisione diretta di Bruxelles, che con questa tornata sale a 28 servizi complessivi.

La soglia che fa scattare la designazione resta quella dei 45 milioni di utenti medi mensili nell’Unione, circa un decimo della popolazione europea.

OpenAI ha dichiarato per la funzione di ricerca di ChatGPT una media di 159,1 milioni di utenti mensili nel semestre chiuso a marzo 2026, un valore che supera di oltre tre volte la soglia prevista. Reddit si è attestata a 57,2 milioni e Roblox intorno ai 48 milioni, quindi molto più vicina al limite. Il criterio di ingresso nel regime rafforzato resta meccanico e legato ai numeri dichiarati dalle stesse aziende.

Quali obblighi scattano con la designazione

Dalla notifica decorrono quattro mesi per adeguarsi. In quel periodo le aziende devono individuare, analizzare e ridurre i rischi sistemici che derivano dal funzionamento del servizio e dei sistemi algoritmici collegati, con riferimento alla diffusione di contenuti illegali, agli effetti negativi sui minori, al benessere fisico e mentale degli utenti, ai diritti fondamentali, ai processi elettorali e alla sicurezza pubblica.

Al pacchetto si aggiungono gli audit indipendenti, le relazioni periodiche sulla trasparenza e l’accesso ai dati per i ricercatori qualificati, insieme ai poteri di indagine che la Commissione acquisisce sulle funzionalità dei servizi designati. La vigilanza sugli obblighi aggiuntivi resta in capo a Bruxelles, che lavorerà in coordinamento con la Coimisiún na Meán irlandese per ChatGPT e Reddit e con l’autorità olandese per i consumatori e i mercati nel caso di Roblox, secondo lo schema che affida ai coordinatori nazionali il monitoraggio quotidiano del mercato in cui le società hanno la sede europea. Le sanzioni per inadempienza possono arrivare al 6% del fatturato annuo globale, la stessa cornice che ha prodotto le multe già comminate ad altre piattaforme sotto lo stesso regolamento.

Come si incrociano DSA e AI Act sullo stesso servizio

Il punto che interessa i giuristi riguarda la convivenza tra i due impianti regolatori europei.

In dichiarazioni a Euractiv, Marco Bassini dell’Università di Tilburg ha osservato che l’Unione si trova ora a trattare due volte i potenziali rischi sociali di ChatGPT, dal momento che il modello linguistico che alimenta il chatbot ricade sotto l’AI Act mentre la funzione di ricerca risponde al DSA. Lo stesso studioso ha ricordato che nel preambolo dell’AI Act esiste un meccanismo pensato per limitare le duplicazioni, secondo cui lo sviluppatore di un modello che rispetta le regole di gestione del rischio previste dal regolamento sui servizi digitali vede presunto l’adempimento degli obblighi corrispondenti. Bassini ha però messo in guardia dal leggere quel passaggio come un’esenzione generale, aggiungendo che la portata pratica della presunzione resta da verificare.

Gli altri esperti interpellati dopo la designazione hanno indicato la necessità che le squadre incaricate dell’applicazione dell’AI Act e quelle del DSA lavorino in modo coordinato per contenere i rischi di danni sociali riconducibili al chatbot. Imran Ahmed, amministratore delegato del Center for Countering Digital Hate, ha avvertito che la designazione lascia comunque scoperti alcuni spazi normativi, in particolare sul design manipolativo e sulle dinamiche di dipendenza che caratterizzano i chatbot basati su intelligenza artificiale.