Trump dice che chi usa il termine “AI” è “Il Nemico”, ma la Casa Bianca è lenta a cambiare

Tempo di lettura: 4 minuti

Donald Trump ha scritto su Truth Social che la Casa Bianca considera nemico chiunque usi il termine «intelligenza artificiale» al posto di «Super Intelligenza», senza indicare conseguenze per chi non si adegua. L’ordine esecutivo del 29 settembre impone il nuovo nome alle agenzie federali e continua ad applicare la definizione legale di intelligenza artificiale prevista dal codice degli Stati Uniti.

Per la Casa Bianca chi continua a usare l’espressione «intelligenza artificiale» va considerato un nemico. Donald Trump lo ha scritto in un post pubblicato su Truth Social l’8 ottobre, nel quale afferma che la presidenza considera «IL NEMICO» chiunque preferisca il vecchio termine alla formula «Super Intelligenza», presentata come nuova, più accurata e largamente accettata. Il messaggio, firmato dal presidente in lettere maiuscole, non specifica quali conseguenze attendano chi non si adegua né annuncia sanzioni.

Cosa prevede l’ordine esecutivo sulla Super Intelligenza

L’avvertimento arriva nove giorni dopo la firma dell’ordine esecutivo «Inaugurating the Era of Super Intelligence», con cui il 29 settembre Trump ha obbligato dipartimenti e agenzie federali a sostituire «Artificial Intelligence» e la sigla «AI» con «Super Intelligence» e «SI» nella corrispondenza ufficiale, nei siti web, nei rapporti e nei documenti amministrativi, nei limiti consentiti dalla legge. Il provvedimento riguarda quindi le comunicazioni dell’amministrazione federale, mentre il post presidenziale si rivolge a chiunque, ricercatori, aziende, giuristi e giornalisti compresi.

La campagna lessicale era cominciata a settembre con un sondaggio lanciato su Truth Social, nel quale i follower del presidente dovevano scegliere un nuovo nome fra alternative accomunate dall’idea di un’intelligenza superiore. In seguito, durante il discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Trump aveva sostenuto che l’aggettivo «artificiale» fa sembrare finta l’intelligenza e aveva annunciato il cambio di denominazione per i documenti del governo americano.

La definizione legale di intelligenza artificiale resta invariata

Il testo dell’ordine stabilisce che, in attesa di una disciplina specifica, alla Super Intelligenza si applichi la definizione di intelligenza artificiale già prevista dal Titolo 15 del codice federale statunitense, per cui i sistemi interessati restano quelli individuati dalla legge. Allo stesso tempo l’ordine assegna sessanta giorni all’assistente del presidente per la scienza e la tecnologia per elaborare una proposta legislativa che definisca il nuovo termine, valutando se modificare o ampliare le definizioni in vigore.

Axios ha segnalato anche un problema di precisione tecnica: nel lessico della ricerca la superintelligenza indica un’ipotetica forma di IA in grado di superare le capacità umane, una soglia che nessun sistema attuale ha raggiunto, per questo l’etichetta scelta dalla Casa Bianca finisce per sovrapporre due concetti distinti. Nell’Unione europea l’AI Act segue un’impostazione diversa e fonda gli obblighi per sviluppatori e utilizzatori su una definizione tecnica di sistema di intelligenza artificiale, basata sull’autonomia e sulla capacità di inferenza, abbinata a una classificazione dei livelli di rischio.

L’accordo con le aziende tech e la Super Intelligence Force

Prima della firma dell’ordine, il 29 settembre, Trump aveva ricevuto alla Casa Bianca i vertici delle principali aziende tecnologiche, fra cui Elon Musk e Mark Zuckerberg. In quell’occasione le imprese hanno sottoscritto il White House Accord on Super Intelligence, un’intesa volontaria che prevede revisioni interne ed esterne dei sistemi e che il presidente ha definito «moralmente vincolante». L’ordine esecutivo, dal canto suo, non crea alcun quadro regolatorio per il settore.

Il 4 ottobre il presidente ha poi annunciato la nascita della Super Intelligence Force, una struttura chiamata a coordinare l’azione del governo federale e i rapporti con consumatori, gruppi di interesse pubblico, organizzazioni religiose, gestori di infrastrutture critiche e aziende del comparto. Secondo il post di Trump la guidano Jay Clayton, il presidente della Federal Trade Commission Andrew Ferguson, il sottosegretario alla Guerra per la ricerca e l’ingegneria Emil Michael e il direttore dell’Office of Personnel Management Scott Kupor, con riporto diretto al presidente e alla capo di gabinetto Susie Wiles. Trump ha più volte respinto l’ipotesi di regole federali stringenti perché a suo dire frenerebbero l’innovazione americana a vantaggio della Cina. Il presidente ha anche definito una bufala gli allarmi sui rischi della tecnologia.

Il richiamo presidenziale riguarda anche gli uffici della Casa Bianca. Axios ha rilevato che il sito dell’Office of Science and Technology Policy fa ancora riferimento all’«artificial intelligence», mentre secondo Mediaite il nuovo chatbot di America.gov da giovedì utilizza soltanto l’espressione «super intelligence». Le parole, evidentemente, diventano importanti per la direzione scelta da The Donald che, insieme alle Big Tech, prova a lanciarsi in un’accelerazione senza regole per staccare definitivamente l’Europa e tenere botta nei confronti del blocco cinese.