Elon Musk ha confermato che SpaceXAI, la divisione di intelligenza artificiale di SpaceX che sviluppa il chatbot Grok, cambierà nome in SpaceXSI, con la sigla SI che sta per Super Intelligence.
L’annuncio è arrivato attraverso una serie di messaggi pubblicati su X. A un utente che gli chiedeva se esistesse la possibilità di adottare il nome SpaceXSI, l’imprenditore ha risposto che la modifica sarebbe stata fatta, per poi aggiungere un post di poche parole, “No more AI, SI It’s better”, e definire SpaceX una società di super intelligenza. Il fondatore dell’azienda aerospaziale texana non ha indicato una data per il passaggio né ha spiegato nel dettaglio le ragioni della scelta, mentre il sito e gli account social della società continuano a riportare il vecchio nome. Secondo quanto riferito dalla testata israeliana Ctech, l’azienda non ha risposto alle richieste di commento arrivate dalla stampa.
Cosa prevede l’ordine esecutivo di Trump sulla Super Intelligence
Il cambio di nome segue l’ordine esecutivo 14434, intitolato “Inaugurating the Era of Super Intelligence”, che il presidente Donald Trump ha firmato il 29 settembre e che è stato pubblicato nel Federal Register il 2 ottobre. Il testo stabilisce che dipartimenti e agenzie del ramo esecutivo, nella misura massima consentita dalla legge, usino “Super Intelligence” e “SI” al posto di “Artificial Intelligence” e “AI” nella corrispondenza ufficiale, nelle comunicazioni pubbliche, sui siti web, nei rapporti e nei documenti programmatici privi di valore legislativo, fino a disporre che l’amministrazione smetta di riconoscere la vecchia dicitura in questi contesti.
Sul piano sostanziale, per ora, cambia soltanto l’etichetta: l’ordine fa coincidere la Super Intelligence con le tecnologie già coperte dalla definizione federale di intelligenza artificiale contenuta nel titolo 15 del Codice degli Stati Uniti.
Una definizione autonoma dovrebbe arrivare più avanti. Entro sessanta giorni Michael Kratsios, assistente del presidente per la scienza e la tecnologia, dovrà presentare una proposta di testo legislativo che valuti se e in quale misura la nuova nozione debba modificare o sostituire quella prevista dalla legge e che indichi gli eventuali emendamenti alle norme che oggi citano l’intelligenza artificiale, oltre alle ulteriori misure necessarie per applicarla in tutta l’amministrazione federale. Trump aveva anticipato l’idea durante il suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, quando aveva espresso l’auspicio che anche i documenti di altri governi adottassero quella che considera una denominazione più accurata. Nello stesso giorno della firma, alla Casa Bianca, Musk aveva sottoscritto insieme a Mark Zuckerberg, Dario Amodei, Jensen Huang, Greg Brockman e Sundar Pichai un accordo volontario sulla sicurezza dei modelli di frontiera.
Come xAI è diventata SpaceXAI e ora SpaceXSI
L’azienda era nata nel marzo del 2023 con il nome xAI, fondata da Musk insieme a un gruppo di undici ricercatori. Nel 2025 aveva assorbito X Corp., la società che gestisce l’omonimo social network, mentre lo scorso febbraio è stata acquisita da SpaceX con un’operazione interamente in azioni che ha valutato xAI 250 miliardi di dollari e l’intero gruppo 1.250 miliardi. A luglio è arrivato il nome SpaceXAI. Il passaggio a SpaceXSI, a circa novanta giorni di distanza, porterebbe così a tre le denominazioni adottate nel corso del 2026 da una società che fornisce Grok anche per alcune attività del governo federale.
Il concetto di superintelligenza accompagna da tempo il discorso pubblico di Musk, che nel 2014 aveva sostenuto il libro del filosofo Nick Bostrom dedicato al tema e aveva descritto questa tecnologia come potenzialmente più pericolosa delle armi nucleari. Nella letteratura scientifica il termine indica sistemi ipotetici in grado di superare gli esseri umani in ogni campo.
