Bruxelles ha deciso che ChatGPT non può più essere considerato soltanto un assistente capace di rispondere alle domande degli utenti. Per la Commissione europea è ormai una delle principali porte di accesso alle informazioni online, e come tale va regolato secondo le stesse logiche già applicate ai grandi motori di ricerca. Il servizio di OpenAI è stato designato motore di ricerca online di dimensioni molto grandi ai sensi del Digital Services Act, mentre Reddit e Roblox sono entrati nell’elenco delle piattaforme online di dimensioni molto grandi. Le tre aziende avevano dichiarato di superare, nell’Unione europea, la soglia dei 45 milioni di utenti medi mensili che fa scattare gli obblighi rafforzati previsti dal regolamento.
Cosa cambia nel modo di cercare informazioni online
Un motore di ricerca tradizionale restituisce un elenco di collegamenti e lascia alla persona la scelta di quali siti consultare. Un assistente generativo produce invece direttamente una risposta unica, mescolando ciò che recupera in tempo reale dal web con quanto ha appreso durante l’addestramento.
Questa differenza sposta un potere considerevole verso chi costruisce la sintesi finale. L’utente medio raramente sa quali fonti siano state consultate per formulare una risposta, quali siano state scartate, quanto siano recenti i dati utilizzati e dove finisca l’informazione verificata per lasciare spazio a una ricostruzione probabilistica del modello. Quando la domanda riguarda un ristorante o una ricetta, un’imprecisione pesa poco sulla vita delle persone. Quando la stessa dinamica interessa salute, elezioni, diritti o finanza pubblica, può invece orientare le decisioni di milioni di cittadini contemporaneamente, con una velocità e una scala che nessun singolo giornale o sito potrebbe raggiungere da solo.
Il Digital Services Act interviene proprio su questo terreno, distinguendosi dall’AI Act per l’oggetto della regolazione: quest’ultimo disciplina progettazione e immissione sul mercato dei sistemi di intelligenza artificiale, mentre il DSA guarda alla funzione che un servizio esercita nella circolazione delle informazioni. ChatGPT finisce così sotto un doppio perimetro normativo, tecnologico da un lato e informativo dall’altro.
Audit indipendenti e accesso ai dati per i ricercatori
OpenAI dovrà individuare, analizzare e ridurre i rischi sistemici prodotti dal funzionamento del servizio, comprese la possibile diffusione di contenuti illegali, gli effetti sui diritti fondamentali, i rischi per i minori e per il benessere psicofisico degli utenti. Il regolamento chiede di ricostruire i rischi prevedibili, adottare contromisure proporzionate e documentarne i risultati, senza che basti dichiarare genericamente che un modello linguistico può sbagliare. A questo si affiancano audit indipendenti annuali e l’obbligo di garantire ai ricercatori qualificati l’accesso a determinati dati, un passaggio che finora è mancato quasi del tutto e che potrebbe permettere analisi più strutturate sulla disinformazione, sulla rappresentazione delle fonti e sugli errori relativi a gruppi vulnerabili.
Le regole prevedono sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo in caso di violazioni accertate. La designazione di oggi non anticipa alcuna multa e non certifica alcun illecito.
I tempi di adeguamento e il perimetro degli obblighi
A seguito della notifica ufficiale, ChatGPT, Reddit e Roblox hanno quattro mesi di tempo per conformarsi agli obblighi aggiuntivi previsti dal DSA per le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi. Diverse fonti collocano la scadenza entro la fine di novembre 2026, con un adeguamento pieno atteso nei mesi successivi. Gli obblighi non si limitano a un generico impegno di trasparenza: comprendono la valutazione puntuale dei rischi sistemici legati alla diffusione di contenuti illegali, agli effetti negativi sui minori, al benessere fisico e mentale degli utenti, ai diritti fondamentali, ai processi elettorali e alla sicurezza pubblica, con relazioni periodiche da presentare alla Commissione e misure di mitigazione documentate per ciascuna categoria di rischio individuata.
Con la designazione la Commissione acquisisce inoltre poteri di indagine diretti sulle funzionalità alla base dei tre servizi e, dove applicabile, su qualsiasi sistema correlato. La vicepresidente per la Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, ha collegato la misura a uno standard di controllo più elevato, proporzionato all’impatto di questi servizi sui cittadini europei, e ha anticipato l’intenzione di Bruxelles di procedere con nuove designazioni ogni volta che un servizio raggiungerà la soglia dei 45 milioni di utenti medi mensili nell’Unione.
L’effetto sul pluralismo dell’informazione e sugli editori
Per gli editori la questione più delicata riguarda la visibilità delle fonti. Se una risposta di ChatGPT risulta sufficiente all’utente senza che questo apra il sito originario, il traffico verso giornali, blog ed enciclopedie può ridursi in modo strutturale, con ricadute dirette sulla sostenibilità economica di chi produce i contenuti da cui quelle risposte dipendono.
Un motore di ricerca classico indirizza almeno potenzialmente l’utente verso il sito che ha prodotto l’informazione, mantenendo visibile il legame tra domanda e fonte. Un assistente generativo può invece assorbire quel contenuto in una sintesi propria e relegare la fonte in secondo piano, quando non la omette del tutto: per le testate italiane diventa quindi rilevante monitorare non solo se i propri articoli vengano utilizzati per costruire le risposte, ma come vengano citati, quale visibilità residua ottengano e se le sintesi conservino il contesto originario. Reddit dovrà a sua volta valutare come i sistemi di raccomandazione e la moderazione delle sue comunità tematiche possano amplificare campagne coordinate o contenuti problematici, mentre Roblox dovrà dimostrare che i controlli sull’età e sugli acquisti virtuali funzionano davvero e non restano soltanto documentati sulla carta.
La decisione apre un precedente che riguarda anche gli altri assistenti generativi, man mano che integreranno ricerca sul web e risposte su temi di interesse pubblico avvicinandosi alla soglia dei 45 milioni di utenti europei.
