Macron sfida Washington e Pechino all’ONU e propone di costruire un’IA open source comune

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All'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite Emmanuel Macron ha proposto ai Paesi di mettere in comune investimenti e capacità di calcolo per sviluppare un modello di intelligenza artificiale open source di frontiera, indipendente da Stati Uniti e Cina. Tra i partner indicati dal presidente francese figurano India, Brasile, Singapore, i Paesi africani e gli Stati del Golfo, mentre Donald Trump ha respinto qualsiasi progetto globale di controllo dell'IA.

Emmanuel Macron ha scelto il palco dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per l’ultima volta da presidente della Repubblica francese, per proporre un’alleanza sull’intelligenza artificiale ai Paesi che vogliono restare fuori dall’orbita di Washington e Pechino.

L’idea illustrata a New York prevede la costruzione di un modello di frontiera open source, sviluppato con risorse comuni e poi condiviso tra chi partecipa al progetto. «Non voglio che nessuno diventi vassallo di una delle grandi potenze», ha dichiarato Macron, che ha chiesto di mettere insieme le capacità di investimento per arrivare a un sistema all’avanguardia, perché «non dobbiamo dipendere da nessun altro». Nel perimetro dell’intesa il presidente francese ha fatto rientrare India, Brasile, Singapore, i Paesi africani e gli Stati del Golfo, chiamati a condividere i capitali insieme alla potenza di calcolo necessaria per l’addestramento. Ha inoltre ricordato che la Francia dispone già di un modello di frontiera competitivo, con un riferimento che gli osservatori hanno collegato a Mistral AI.

Trump e Macron su posizioni opposte sull’intelligenza artificiale

La proposta francese va in direzione opposta rispetto a quanto sostenuto da Donald Trump, che dallo stesso podio aveva respinto qualsiasi forma di regolamentazione globale dell’intelligenza artificiale. Secondo il presidente americano, gli Stati Uniti rifiutano in blocco ogni tentativo di costruire un progetto globalista per controllare la tecnologia.

I due interventi si sono susseguiti nella giornata di apertura del dibattito generale, a poche ore di distanza.

Il segretario generale António Guterres, al suo ultimo discorso da capo delle Nazioni Unite davanti ai leader mondiali, aveva aperto i lavori chiedendo controlli più rigorosi sull’IA e aveva insistito perché le decisioni di vita o di morte restino fuori dalla portata delle macchine, con un richiamo esplicito ai sistemi d’arma autonomi. Il tema accompagna l’intera settimana newyorkese, visto che il Consiglio di sicurezza ha dedicato un briefing all’intelligenza artificiale con i rappresentanti delle principali aziende del settore, tra cui Sam Altman di OpenAI, al quale ha preso parte anche Yoshua Bengio, co-presidente del Panel scientifico internazionale indipendente istituito lo scorso anno dall’Assemblea Generale.

Cos’è la terza via francese sull’intelligenza artificiale

Nel discorso Macron ha richiamato il percorso avviato insieme al Canada in ambito G7, da cui è nata la Global Partnership on AI ospitata dall’OCSE, un’iniziativa che oggi riunisce 46 Paesi più l’Unione europea e che conta anche l’Italia tra i membri fondatori. La cornice politica della proposta risale però al vertice parigino sull’azione per l’intelligenza artificiale di febbraio 2025, quando la Francia annunciò 109 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture e Macron definì la propria strategia una «terza via», fondata su alleanze tra Paesi europei ed extraeuropei capaci di fare da contrappeso al predominio statunitense e cinese. Da allora Parigi ha presentato quel programma come la base per una politica di autonomia strategica, con l’obiettivo dichiarato di dotarsi di cloud, data center e capacità di calcolo sotto controllo europeo.

Il prossimo vertice internazionale sulla governance dell’IA, ha annunciato il presidente, si terrà l’anno prossimo in Svizzera, dopo l’edizione ospitata dall’India.

Che ruolo ha Mistral AI nel progetto di Macron

Sul piano industriale la linea francese passa soprattutto da Mistral AI, la società fondata a Parigi nel 2023.

A settembre Samsung Electronics è entrata nel capitale della startup con un’operazione da 3 miliardi di euro, che ha portato la valutazione complessiva a 21 miliardi. Una parte consistente delle nuove risorse andrà in infrastrutture fisiche, con l’obiettivo di arrivare a circa 200 megawatt di capacità di calcolo in Europa entro la fine del 2027, accanto al primo data center dell’azienda attualmente in costruzione in Francia. Oggi Mistral opera in 20 Paesi e concentra la propria offerta su governi e grandi imprese che vogliono mantenere il controllo sui sistemi di intelligenza artificiale che adottano.

Il campione francese intrattiene comunque rapporti stretti con i grandi gruppi americani: a marzo ha avviato con NVIDIA una partnership per accelerare lo sviluppo di modelli di frontiera aperti, mentre a luglio ha esteso con un accordo multimiliardario la collaborazione con Microsoft sulle infrastrutture IA in Europa. Nel discorso all’ONU Macron non ha indicato quali governi abbiano già aderito all’alleanza né le regole con cui verrebbe gestita la proprietà intellettuale del modello comune.