I marketplace online che ospitano venditori terzi, da Shein e Temu fino ad Amazon, sono tra i principali destinatari dell’European Product Act. Si tratta del regolamento con cui la Commissione europea vuole aggiornare le regole sulla sicurezza dei prodotti venduti nell’Unione. Lo rivela una bozza ottenuta da Euractiv e visionata da Euronews, che indica il 6 ottobre come data della presentazione ufficiale. Il testo prenderebbe il posto della decisione 768/2008/CE e del regolamento 765/2008 sull’accreditamento, oltre che del regolamento (UE) 2019/1020 sulla vigilanza del mercato, per fare da cornice comune alle 29 normative europee di settore basate su quelle regole.
Cosa devono verificare i marketplace prima di vendere un prodotto
Sulle pagine dei marketplace la marcatura CE e le avvertenze di sicurezza dovranno comparire prima dell’acquisto, perché la bozza chiede ai gestori di organizzare le interfacce in modo che i venditori possano esporle.
La marcatura CE indica che un prodotto rispetta i requisiti europei in materia di salute e sicurezza, compresi quelli di tutela ambientale previsti dalle singole normative. Nella stessa scheda dovranno trovare posto i recapiti del fabbricante e, se l’azienda produttrice ha sede fuori dall’Unione, anche quelli dell’operatore economico che risponde del prodotto sul territorio europeo. Prima ancora che l’offerta venga pubblicata, il gestore della piattaforma dovrà controllare che il prodotto disponga di un passaporto digitale valido e che l’inserzione corrisponda ai dati registrati. Per gli articoli esclusi dall’obbligo del passaporto la verifica riguarderà un documento più semplice, il registro di responsabilità del prodotto, che consente comunque di identificare l’articolo e di ricostruirne la tracciabilità.
Il passaporto digitale viene creato dal fabbricante e funziona come un archivio online consultabile attraverso un codice a barre bidimensionale o un tag RFID. Al suo interno si trovano gli identificativi del prodotto, i dati sulla sostenibilità ambientale e sul riciclo, la documentazione tecnica e le istruzioni di sicurezza. Accanto al marchio fisico la proposta introduce anche una versione digitale della marcatura CE.
Chi risponde dei prodotti non conformi venduti sui marketplace
Il registro europeo dei prodotti potrà segnalare che un passaporto digitale o un registro di responsabilità ha perso validità. In quel caso il marketplace dovrà cancellare l’offerta insieme a tutte quelle che condividono gli stessi identificativi e dovrà impedire che gli articoli vengano ripubblicati. La segnalazione avrà il valore di un ordine di rimozione previsto dall’articolo 9 del Digital Services Act, il regolamento europeo che disciplina i servizi delle piattaforme digitali. Per svolgere queste verifiche le piattaforme dovranno sviluppare un software che le esegua in automatico, secondo requisiti tecnici che la Commissione fisserà con un atto di esecuzione. Ogni marketplace dovrà poi registrarsi presso il nuovo EU Market Surveillance Data Hub e indicare un punto di contatto unico per le autorità. I venditori che propongono ripetutamente prodotti non conformi andranno sospesi per un periodo ragionevole dopo un avvertimento.
Se il gestore trascura questi obblighi e il prodotto arriva sul mercato senza un operatore responsabile stabilito nell’Unione, toccherà alla piattaforma assumere i compiti del rappresentante autorizzato. Il rappresentante autorizzato è il soggetto che risponde alle autorità per conto del fabbricante.
Controlli con intelligenza artificiale e multe fino al 6% del fatturato
Secondo la bozza, il nuovo regolamento completerà il Digital Services Act, che già regola i marketplace online, con obblighi di conformità dedicati ai fornitori di queste piattaforme. La Commissione metterà a disposizione delle autorità nazionali di vigilanza del mercato alcuni web crawler, cioè programmi che scandagliano i siti in modo automatico, insieme a strumenti di intelligenza artificiale per individuare le offerte irregolari. Con gli stessi sistemi Bruxelles potrà verificare se i marketplace diffondono contenuti illegali ai sensi del DSA, dato che la bozza considera illegale un prodotto non conforme.
Il testo introduce anche una tassa europea di vigilanza sui prodotti che entrano nel mercato unico. L’importo sarà fisso per ogni articolo e ridotto per le merci che non passano dalle vendite a distanza.
Le multe decise dagli Stati membri potranno andare dall’1 al 6% del fatturato mondiale annuo dell’operatore o del marketplace coinvolto, con lo stesso tetto del 6% per le sanzioni inflitte direttamente dalla Commissione. L’esecutivo europeo potrà infatti avviare indagini e adottare provvedimenti in prima persona quando un prodotto non conforme risulta probabilmente presente in almeno due terzi degli Stati membri senza che alcuna autorità nazionale abbia aperto accertamenti dopo la segnalazione. La proposta segue le sanzioni già decise da Bruxelles in base al DSA contro Temu, multata per 200 milioni di euro a maggio, oltre che contro AliExpress, sanzionata a luglio con 550 milioni. Su Shein resta aperta un’indagine per la vendita di prodotti illegali. Per l’attuazione del regolamento la Commissione stima una spesa di 472,6 milioni di euro tra il 2028 e il 2034. Le nuove regole si applicheranno due anni dopo l’entrata in vigore, con un termine di quattro anni per alcune parti, tra cui quella sul passaporto digitale.
