Shein crolla in Borsa del 14% dopo il primo bilancio e in Europa le vendite calano dopo il dazio da 3 euro

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Le vendite di Shein in Europa sono calate in modo netto dopo l'aumento dei prezzi e la riduzione della pubblicità online, decisi in previsione della tariffa Ue di 3 euro sui pacchi di basso valore per l'e-commerce in vigore dal 1 luglio. Nel secondo trimestre l'utile netto rettificato è sceso del 67% a 228 milioni di dollari e le azioni hanno perso fino al 14% alla Borsa di Hong Kong.

In Europa le vendite di Shein sono calate in modo netto dopo che il gruppo ha aumentato i prezzi e ridotto la pubblicità online in previsione del dazio da 3 euro imposto dall’Unione europea sui pacchi di basso valore dell’e-commerce a partire dal 1 luglio. Il dato emerge dai primi conti pubblicati dalla società come quotata, che indicano per il secondo trimestre un utile netto rettificato di 228 milioni di dollari, in calo del 67% su base annua. Martedì il titolo ha perso fino al 14% alla Borsa di Hong Kong e ha toccato il minimo storico.

Perché le vendite di Shein in Europa sono calate

Le tariffe europee sono in vigore dal 1 luglio e colpiscono i pacchi di basso valore acquistati online. Shein ha anticipato il provvedimento con prezzi più alti e meno annunci sul web.

Il gruppo aveva già dovuto rivedere i listini negli Stati Uniti l’anno scorso, quando l’amministrazione Trump ha eliminato l’esenzione doganale de minimis per le spedizioni di piccolo importo. Shein, noto per vestiti da cinque dollari e jeans da dieci venduti con sconti permanenti, ha dichiarato che i prelievi europei potrebbero incidere più della fine del de minimis americano. Nel documento presentato con i conti, il presidente e amministratore delegato Yangtian Xu ha descritto il primo semestre come un periodo difficile per i consumatori, segnato da incertezza economica e da politiche commerciali in evoluzione. La società ha avvertito che l’effetto dei dazi e la volatilità dei costi logistici proseguiranno per il resto dell’anno.

Utile in calo del 67% e margine al 2,1% nel secondo trimestre

Gli analisti di Jefferies hanno calcolato che gli utili del trimestre, chiuso il 30 giugno, siano finiti oltre il 10% sotto il limite inferiore dell’intervallo ricavabile dal prospetto di quotazione.

Il margine rettificato è passato dal 6,2% del secondo trimestre dell’anno scorso al 2,1%, perché il conflitto in Medio Oriente ha fatto salire il costo del carburante per aerei e dei noli. Shein spedisce per via aerea abiti a basso prezzo verso i clienti di molti paesi, quindi i rincari della logistica hanno colpito direttamente i conti. Nel primo semestre i ricavi netti sono cresciuti soltanto dell’1%, a 20,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto rettificato è calato del 55,6% a 499 milioni.

Jianggan Li, amministratore delegato della società di consulenza Momentum Works, ha osservato che Shein continua ad aumentare gli ordini e a diversificare i mercati, ma la compressione dei margini e la debolezza europea sollevano dubbi sui tempi di una crescita più solida.

Quanto vale Shein in Borsa dopo il calo

Il valore di mercato del gruppo, fondato in Cina e con sede a Singapore, è sceso a circa 17 miliardi di dollari alla pausa di mezzogiorno, contro i 26 miliardi del debutto in Borsa dell’1 settembre. Il picco di valutazione raggiunto nel 2022 sfiorava i 100 miliardi, mentre nel round di finanziamento del 2023 la società era stata valutata 64 miliardi. A metà seduta le azioni cedevano il 10,9% a 31,44 dollari di Hong Kong, contro un prezzo di collocamento di 48,56 fissato per l’offerta iniziale. Il prospetto di quotazione era stato pubblicato ad agosto e indicava un intervallo di risultati rimasto poi fuori portata per il trimestre appena chiuso.

Lunedì Xu aveva indicato come priorità l’aumento delle scorte in Europa, mentre il gruppo intende puntare su abiti di fascia di prezzo più alta per sostenere la redditività.