Le vendite di Temu nel Regno Unito sono salite a 171 milioni di dollari, oltre il doppio rispetto al periodo precedente, secondo quanto riporta il Financial Times. Il quotidiano britannico collega la crescita della piattaforma anche al trattamento doganale riservato ai pacchi di basso valore, che sotto le 135 sterline entrano nel Paese senza dazi. Londra prevede di eliminare l’esenzione, mentre nell’Unione europea sono già in corso interventi sui costi applicabili alle spedizioni di e-commerce di basso valore.
Come funziona l’esenzione doganale sui pacchi sotto le 135 sterline
L’esenzione britannica riguarda le spedizioni fino a 135 sterline, che entrano nel Paese senza dazi doganali e con controlli di frontiera più leggeri.
Il meccanismo si adatta al modello di Temu e Shein, che spediscono i singoli ordini direttamente dalla Cina al consumatore invece di inviare merce in blocco a magazzini locali da cui distribuire i pacchi. Ogni ordine viaggia così come spedizione autonoma e ricade sotto la soglia, quindi arriva senza costi doganali. I dati ottenuti dalla BBC con una richiesta di accesso agli atti all’agenzia fiscale britannica indicano che il valore dei piccoli pacchi arrivati dalla Cina è passato da 1,3 a 3 miliardi di sterline tra il 2023-24 e il 2024-25, con la Cina all’origine di oltre la metà dei pacchi esenti. I volumi complessivi delle importazioni sotto le 135 sterline sono triplicati in tre anni e nel 2024 hanno raggiunto circa 1,6 milioni di pacchi al giorno.
Perché i rivenditori britannici chiedono di eliminare l’esenzione
Il governo britannico ha avviato una revisione delle regole sulle importazioni di basso valore dopo le pressioni dei rivenditori, convinti di competere in condizioni sfavorevoli con le piattaforme online. In una lettera inviata all’esecutivo, un gruppo che comprende Primark, Next, Marks & Spencer, Argos, Currys e Halfords ha chiesto una tariffa di 2,60 sterline sui pacchi sotto soglia e ha sollecitato progressi concreti sulla riforma doganale entro il periodo di punta del 2026.
Tra i dirigenti che chiedono di abolire l’esenzione c’è anche Alex Baldock, amministratore delegato di Currys.
I firmatari hanno avvertito che il Regno Unito può diventare una destinazione ancora più attrattiva per le spedizioni di basso valore se altri mercati stringono prima le proprie regole. Il governo ha annunciato la rimozione dell’esenzione con il Budget d’autunno del 2025, fissando il termine al marzo 2029 al più tardi, e ha aperto una consultazione sulle nuove procedure doganali che riguarderanno questi pacchi. Temu aveva dichiarato al Times di attribuire la propria espansione all’efficienza della catena di fornitura costruita negli anni.
Cosa cambia nell’Unione europea con il dazio sui pacchi sotto i 150 euro
Gli Stati Uniti hanno già eliminato l’esenzione sui pacchi sotto gli 800 dollari, una scelta che ha messo in difficoltà per un periodo le spedizioni dirette di Temu dalla Cina.
Dopo quella svolta alcune segnalazioni hanno parlato di merci pensate per il mercato americano dirottate verso il Regno Unito e altri mercati. Alex Baldock aveva indicato al Financial Times i primi segnali di scorte deviate verso l’Europa con modalità di dumping. Nell’Unione europea l’esenzione per i pacchi sotto i 150 euro è terminata il 1° luglio 2026 e da quella data si applica un dazio fisso di 3 euro per ogni categoria di articolo contenuta nella spedizione, individuata in base alle voci tariffarie. La misura riguarda i venditori extra-Ue registrati nello sportello unico europeo per l’IVA sulle importazioni, che copre il 93% dei flussi di e-commerce verso l’Unione. Il Consiglio dell’Ue ha precisato che il dazio è distinto dalla cosiddetta commissione di gestione, trattata nell’ambito del pacchetto di riforma doganale, e che resterà in vigore fino all’applicazione dell’assetto permanente, quando tutte le merci sotto i 150 euro saranno soggette alle tariffe ordinarie previste per ciascun prodotto.
