Data act, dal 12 settembre i prodotti connessi dovranno aprire i dati per legge

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Il Data Act europeo impone dal 12 settembre 2026 l'accesso ai dati by design per i nuovi prodotti connessi immessi sul mercato. Il regolamento riguarda produttori di dispositivi IoT, fornitori di servizi cloud e imprese che gestiscono dati generati da oggetti connessi in tutta l'Unione europea

Il regolamento europeo sui dati introduce un cambiamento tecnico che tocca da vicino chi progetta oggetti connessi alla rete, dagli elettrodomestici intelligenti ai macchinari industriali. La norma stabilisce che i dati generati da questi dispositivi diventino accessibili agli utenti in modo diretto, senza passaggi intermedi gestiti unicamente dal produttore.

Cosa cambia per chi produce dispositivi connessi

L’articolo 3 del regolamento fissa un vincolo preciso: i prodotti immessi sul mercato dopo il 12 settembre 2026 dovranno essere costruiti in modo che i dati raccolti siano leggibili e disponibili di default, in un formato semplice e gratuito.

Questo obbligo riguarda l’architettura stessa dei dispositivi, non solamente le condizioni contrattuali applicate ai clienti. Le aziende che producono sensori ed elettrodomestici smart dovranno rivedere il modo in cui i sistemi raccolgono e restituiscono le informazioni, integrando meccanismi di accesso diretto già nella fase di progettazione. Le disposizioni principali del regolamento sono in vigore dal settembre 2025, quindi l’obbligo di settembre 2026 arriva come tappa successiva di un percorso già avviato. Restano escluse dagli obblighi principali le micro e le piccole imprese, mentre il GDPR continua ad applicarsi integralmente per tutto ciò che riguarda i dati personali generati dagli stessi dispositivi.

Le regole per il cloud e il cambio di fornitore

Il regolamento interviene anche sui servizi di elaborazione dati, cloud ed edge computing compresi, imponendo requisiti di interoperabilità rafforzata a partire dallo stesso mese di settembre 2026.

L’obiettivo dichiarato è rimuovere le barriere tecniche e contrattuali che oggi rendono complesso trasferire carichi di lavoro da una piattaforma all’altra, un problema che riguarda tanto le grandi aziende quanto le pubbliche amministrazioni che si affidano a fornitori esterni per la gestione dei propri sistemi. Da gennaio 2027 scatterà il divieto di applicare costi di uscita a chi decide di cambiare fornitore, mentre fino a quella data sono ammesse solo tariffe ridotte. Da settembre 2027 diventeranno pienamente operativi gli standard tecnici per la portabilità dei dati, l’ultima fase del calendario applicativo previsto dal regolamento. La Commissione europea ha inoltre presentato, nel novembre 2025, una proposta di regolamento Omnibus digitale che potrebbe intervenire sul coordinamento tra le diverse normative europee in materia di dati.

Il regolamento si applica ai produttori di dispositivi connessi e ai fornitori di servizi correlati operanti nell’Unione, e copre sia i dati personali sia quelli non personali, ampliando così il perimetro rispetto alla sola disciplina del GDPR.