Il Dipartimento di Stato americano, insieme al Dipartimento del Tesoro, ha designato il collettivo tecnologico italiano Autistici/Inventati come Specially Designated Global Terrorist. Il provvedimento, annunciato dal segretario di Stato Marco Rubio e adottato in applicazione dell’ordine esecutivo 13224, colpisce nello stesso pacchetto l’organizzazione britannica Palestine Action, già proscritta dal governo di Londra nel luglio 2025 ai sensi del Terrorism Act del 2000, oltre al gruppo transnazionale Masar Badil, che secondo Washington opera come struttura di facciata della rete Samidoun e attraverso questa del Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Insieme a Masar Badil sono stati designati due suoi dirigenti, Rawa Alsagheer e Zaid Abdulnasser.
Le misure comportano il blocco dei beni sotto giurisdizione statunitense e il divieto per le persone americane di intrattenere transazioni con i soggetti colpiti.
Chi è il collettivo Autistici/Inventati
Autistici/Inventati nasce in Italia nel marzo del 2001, dall’incontro di individualità e collettivi dell’area antagonista e anticapitalista attivi sul terreno della tecnologia e dei diritti digitali. Le sue origini sono legate a esperienze precedenti come Isole nella Rete e Indymedia Italia.
Sul piano operativo il collettivo mette a disposizione hosting su server collocati all’estero, caselle di posta elettronica cifrate, servizi di chat e videoconferenza, strumenti di anonimizzazione e la piattaforma di blog Noblogs. Secondo il memorandum del Dipartimento di Stato ottenuto da Fox News, l’infrastruttura ospita circa 16.000 caselle di posta, 1.500 siti, 5.500 mailing list e 10.000 blog su una piattaforma sviluppata internamente, mentre l’accesso ai servizi resta riservato a utenti selezionati in base all’affinità con le posizioni politiche del collettivo, criterio che A/I dichiara apertamente nel proprio manifesto. La rappresentanza legale e amministrativa fa capo all’associazione Investici.
Il Tesoro americano descrive Autistici/Inventati come un’organizzazione italiana di estrema sinistra, antifascista e antimilitarista nella propria autodefinizione, contraria al capitalismo. Il documento indica tra i beneficiari dei servizi il Partito dei lavoratori del Kurdistan, formazione designata come terroristica dagli Stati Uniti e dall’Unione europea.
Gli episodi citati dal Dipartimento di Stato
Nella scheda diffusa dall’amministrazione il collettivo viene presentato come il soggetto che costruisce e gestisce l’infrastruttura digitale utilizzata da cellule Antifa violente e da militanti dell’estrema sinistra in diverse aree del mondo. Il documento sostiene che le cellule anarchiche responsabili dei sabotaggi ferroviari avvenuti nel 2026 in Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi si siano servite degli strumenti di A/I per rivendicare gli attacchi e diffondere manuali sulla costruzione di ordigni incendiari. Lo stesso sarebbe accaduto dopo il sabotaggio dell’oleodotto transalpino Tal del marzo 2026, che interruppe temporaneamente il flusso di greggio diretto verso l’Europa centrale.
Il Dipartimento cita inoltre la rete ritenuta responsabile di incendi dolosi contro le infrastrutture ferroviarie ed energetiche tedesche tra il 2011 e il 2026, compreso l’attacco di gennaio alla rete elettrica di Berlino che lasciò senza corrente 45.000 utenze e provocò una vittima. Nel documento compaiono anche la cellula anarchica attiva contro il centro di addestramento della polizia di Atlanta e il gruppo Jane’s Revenge, autore di una campagna incendiaria contro centri di sostegno alla gravidanza negli Stati Uniti.
La replica di Autistici/Inventati e gli effetti delle sanzioni
Il collettivo ha diffuso una dichiarazione sul proprio blog Cavallette, in italiano e in inglese, poche ore dopo l’annuncio. Il testo respinge integralmente le accuse contenute nei documenti americani e riafferma l’impegno a fornire una piattaforma di strumenti di autodifesa digitale per permettere ad attivisti, singole persone e associazioni di comunicare liberamente. Il comunicato definisce false le contestazioni, che attribuisce a un’amministrazione descritta come politicamente disperata, e annuncia che l’attività proseguirà.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto uno dei membri del collettivo ha parlato di una costruzione artefatta destinata a spostare l’attenzione su altri temi. Sul piano pratico la designazione blocca ogni bene e interesse patrimoniale che si trovi negli Stati Uniti o nella disponibilità di persone statunitensi, con obbligo di segnalazione all’ufficio sanzioni del Tesoro, ed estende il blocco alle entità partecipate almeno al 50 per cento da soggetti designati. L’ufficio ha previsto una licenza temporanea per consentire la chiusura ordinata dei rapporti in essere. Le violazioni possono generare sanzioni civili anche in assenza di dolo, secondo il criterio della responsabilità oggettiva, mentre gli istituti finanziari esteri che gestiscano transazioni significative per conto di un designato rischiano restrizioni sui conti di corrispondenza negli Stati Uniti. Il provvedimento produce effetti nell’ordinamento statunitense e non comporta una messa al bando automatica in Italia o nell’Unione europea, dove finora non risultano misure analoghe a carico del collettivo.
