Processo Meta, è storia: Zuckerberg patteggia 17 miliardi e accetta i blocchi per i minori

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La società che controlla Facebook e Instagram verserà agli stati americani una somma di circa 18 miliardi di dollari, chiudendo il processo federale sulla dipendenza dei minori dai social senza ammettere responsabilità. L'intesa prevede un limite giornaliero di utilizzo predefinito per gli under 18 rimovibile solo dai genitori, blocchi notturni, verifica dell'età rafforzata, feed non algoritmico opzionale e rimozione dei contatori di like per i giovani utenti.

La causa federale promossa dai procuratori generali di ventinove stati americani contro la società che controlla Facebook e Instagram si è già chiusa con una proposta di accordo depositata davanti alla corte della California settentrionale, con sede a Oakland. Il documento prevede il versamento agli stati di un massimo di 16,68 miliardi di dollari e un elenco di modifiche obbligatorie al funzionamento delle applicazioni per gli utenti minorenni. L’azienda ha respinto ogni addebito anche nel momento in cui ha aderito all’intesa.

Cosa cambia sugli account dei minorenni

La parte dell’accordo destinata a incidere sul prodotto riguarda gli utenti sotto i diciotto anni, per i quali verrebbe attivato un tetto giornaliero di utilizzo predefinito di due ore, superabile soltanto con l’intervento diretto di un genitore, accompagnato da blocchi nelle ore notturne e dalla sospensione delle notifiche push durante l’orario scolastico nei giorni feriali. La società dovrebbe adottare sistemi rafforzati di verifica dell’età, pensati per impedire l’accesso ai bambini e ai contenuti riservati agli adulti, e mettere a disposizione dei ragazzi un feed alternativo, privo di personalizzazione algoritmica, selezionabile come impostazione predefinita. Cadrebbe anche la visualizzazione dei contatori di like e reazioni per i giovani utenti, mentre la riproduzione automatica dei video diventerebbe disattivabile. Gli strumenti di supervisione affidati a genitori e tutori sarebbero ampliati e resi più semplici da gestire.

Secondo la procura generale della California, l’applicazione delle modifiche dovrebbe avvenire nell’arco di pochi mesi.

L’intesa prevede inoltre controlli sui contenuti relativi ai disturbi alimentari e all’autolesionismo, oltre a misure sui materiali che alimentano fenomeni di prevaricazione tra coetanei. A vigilare sull’attuazione sarà un revisore indipendente, dotato di ampi poteri di accesso alle informazioni aziendali e tenuto a riferire periodicamente ai procuratori, con facoltà di segnalare direttamente le criticità riscontrate. Un provvedimento inibitorio vieta alla società di diffondere dichiarazioni false o ingannevoli sulle proprie funzioni di sicurezza.

Quanto vale l’accordo per i singoli stati

Le cifre diffuse dalle procure superano l’importo indicato negli atti processuali.

I documenti depositati fissano in 16,68 miliardi di dollari il tetto massimo destinato agli stati, mentre i comunicati delle autorità statali e della stessa azienda parlano di un valore complessivo che arriva fino a diciassette o diciotto miliardi, distribuiti in rate lungo un decennio. Dentro quella somma rientra una voce separata di oltre 459 milioni riferita alla vicenda Cambridge Analytica, risalente al 2018 e distinta dal contenzioso sulla tutela dei minori. Il procuratore generale della California, Rob Bonta, che ha guidato la coalizione insieme ai colleghi di Colorado, Kentucky e New Jersey, ha stimato per il proprio stato una quota compresa tra 1,5 e 2,1 miliardi, con destinazione vincolata alla prevenzione dei danni alla salute mentale dei giovani previa approvazione di legislatore e governatore. La procura generale dello stato di New York ha indicato una cifra fino a 1,15 miliardi, quella della Virginia ha quantificato in 353 milioni la parte di propria competenza.

Il processo sospeso e i prossimi passaggi

Il dibattimento era iniziato il 18 agosto e si trovava nella seconda settimana quando le parti hanno depositato la proposta. Nei giorni precedenti avevano deposto il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, che davanti alla corte ha negato di aver tenuto nascoste informazioni sulla sicurezza delle piattaforme, insieme a diversi dipendenti ed ex dipendenti coinvolti nella progettazione delle applicazioni e nella ricerca sul comportamento degli adolescenti. Era attesa anche la testimonianza dell’amministratore delegato Mark Zuckerberg, che l’accordo ha reso superflua. Le difese aziendali avevano collocato il tetto teorico delle sanzioni intorno ai 1.400 miliardi di dollari, una somma vicina alla capitalizzazione del gruppo, mentre le procure indicavano una stima realistica intorno ai 200 miliardi. Il giudizio resta sospeso in attesa che il giudice esamini l’intesa, e con la pronuncia definitiva tutte le parti rinunceranno al diritto di impugnazione.

Il titolo ha guadagnato oltre quattro punti percentuali nelle contrattazioni precedenti all’apertura di Wall Street.

Il responsabile legale del gruppo, C.J. Mahoney, ha descritto l’accordo come un nuovo insieme di regole sull’uso dei social da parte degli adolescenti, invitando i concorrenti ad adottare un quadro analogo. Nella stessa giornata il titolo di un’altra piattaforma coinvolta nell’azione più ampia dei procuratori ha perso oltre otto punti percentuali. Restano pendenti migliaia di cause promosse da famiglie e distretti scolastici contro le principali società del settore, mentre a marzo una giuria del New Mexico aveva già condannato l’azienda a versare oltre 900 milioni di dollari.