Meta pagherà 5 miliardi in più se anche i concorrenti si adeguano: il paradosso nascosto nell’accordo sui minori

Tempo di lettura: 5 minuti

Meta verserà agli Stati americani circa 12 miliardi di dollari in dieci anni per chiudere la causa sugli effetti di Facebook e Instagram sui minori, con una quota aggiuntiva da 5 miliardi che scatta soltanto se YouTube e TikTok adotteranno misure equivalenti e contribuiranno economicamente. L'intesa impone limiti di due ore al giorno per gli under 18, blocco dei contenuti tra mezzanotte e le 6, notifiche silenziate in orario scolastico, like nascosti di default e sistemi di verifica dell'età entro un anno.

Meta ha chiuso con un patteggiamento la causa federale costruita dai procuratori generali americani attorno agli effetti di Facebook e Instagram sui più giovani. L’atto è stato depositato davanti al tribunale di Oakland mentre il dibattimento era arrivato alla seconda settimana, subito dopo la deposizione del capo di Instagram Adam Mosseri e prima che Mark Zuckerberg salisse sul banco dei testimoni. L’azione era partita nel 2023 su iniziativa di California, Colorado, Kentucky e New Jersey, per poi confluire in una coalizione bipartisan che copre l’intero territorio statunitense insieme al Distretto di Columbia. L’accusa riguardava la progettazione delle piattaforme, ritenuta orientata a produrre un uso compulsivo tra bambini e adolescenti, insieme a comunicazioni ingannevoli sulla sicurezza dei servizi e alla raccolta di dati appartenenti a utenti sotto i tredici anni. L’azienda ha firmato senza ammettere alcuna responsabilità.

Sul piano economico l’intesa si regge su due tranche: una garantita, l’altra sospesa a una condizione che dipende dal comportamento dei concorrenti.

Quanto paga Meta agli Stati americani

La quota certa vale circa 12,2 miliardi di dollari, distribuiti in rate annuali lungo dieci anni verso gli Stati aderenti insieme al Distretto di Columbia e ad alcuni territori.

Le cifre circolate divergono, perché ciascuna fonte adotta un perimetro diverso. Meta descrive nella propria comunicazione un quadro complessivo attorno ai 18 miliardi di dollari, comprensivo della componente condizionata, mentre gli atti giudiziari ripresi da Reuters indicano un tetto di 16,68 miliardi. L’ufficio del procuratore generale della California Rob Bonta parla di un valore che può arrivare a circa 17 miliardi nell’arco del decennio. Corre a parte il patteggiamento siglato lo stesso giorno con il Texas, che vale attorno al miliardo di dollari e rimane fuori dall’accordo multistato. L’azienda ha inoltre comunicato circa 10 miliardi di spese legali che mancavano dall’ultima relazione trimestrale trasmessa agli investitori.

Il denaro andrà a finanziare programmi di salute mentale giovanile, campagne di educazione digitale, servizi di intervento nelle situazioni di crisi e attività extrascolastiche gestite dagli Stati. In borsa la reazione è stata altalenante: il titolo ha guadagnato quasi il cinque per cento subito dopo l’annuncio, poi ha riassorbito buona parte del rialzo fino a fermarsi attorno a un punto percentuale.

Cosa cambia su Instagram e Facebook per gli under 18

Gli account di chi ha meno di diciotto anni avranno per impostazione predefinita un tetto complessivo di due ore al giorno tra le due applicazioni, superabile soltanto con l’autorizzazione di un genitore, mentre feed, Reels, Storie ed Explore resteranno inaccessibili tra mezzanotte e le sei del mattino. Le notifiche push verranno silenziate nella fascia notturna e limitate durante l’orario scolastico, con avvisi che compaiono dopo quindici minuti consecutivi di utilizzo e al raggiungimento delle soglie giornaliere. I conteggi di like e reazioni spariranno di default dagli account adolescenti, i filtri che simulano interventi di chirurgia estetica verranno bloccati, l’autoplay potrà essere disattivato e in posizione visibile resterà disponibile un feed cronologico privo di personalizzazione algoritmica. Entro dodici mesi l’azienda dovrà costruire un sistema capace di stabilire se un utente residente negli Stati aderenti sia un adolescente oppure abbia meno di tredici anni, mentre i controlli parentali diventeranno più granulari e consentiranno di stringere ulteriormente i limiti. Sul fronte delle segnalazioni Meta si impegna a rispondere entro sei ore al novanta per cento degli alert che riguardano la sicurezza dei minori.

Un revisore indipendente vigilerà sul rispetto degli obblighi. L’accordo prevede anche una fondazione di ricerca alimentata da dati ceduti con il consenso degli utenti per studiare il benessere degli adolescenti.

Perché Meta chiede le stesse regole a TikTok e YouTube

I restanti 5 miliardi restano appesi al comportamento dei concorrenti. La tranche si sblocca se YouTube e TikTok accetteranno un limite giornaliero di un’ora per singola applicazione, una modalità notturna estesa dalle 22 alle 7, sistemi di verifica dell’età e un versamento di importo corrispondente alla propria quota. Nello scenario in cui quelle società aderissero, alcune restrizioni diventerebbero quindi più severe di quelle previste oggi per Meta.

Il chief legal officer C.J. Mahoney ha accompagnato l’intesa con una lettera aperta ai due rivali, nella quale sostiene che il quadro funzionerà solo con l’adesione dell’intero settore, perché quando gli adolescenti trovano un limite su un’applicazione passano semplicemente a un’altra.

La clausola incide sull’importo dovuto dall’azienda. Meta trasferisce denaro agli Stati, mai a ByteDance o a Google, e nessuna previsione dell’accordo le consente di determinare se quelle società raggiungeranno intese comparabili: una parte dell’esborso resta collegata al verificarsi di condizioni esterne, secondo la logica che gli economisti chiamano level playing field, per cui un’impresa può accettare una regola costosa quando lo stesso vincolo grava su chi le sta di fronte, mentre il danno maggiore arriva dall’essere l’unico soggetto obbligato a sostenerne il peso. Il patteggiamento richiede ancora l’approvazione del tribunale attraverso i consent judgment, riguarda il solo mercato statunitense e lascia impregiudicati gli altri procedimenti aperti contro le piattaforme, compresa la causa che i procuratori generali hanno avviato nel 2024 contro TikTok. Bonta ha dichiarato di attendersi impegni analoghi dal resto dell’industria, citando Snap insieme alle due società già chiamate in causa dalla lettera di Meta.