Il presidente cinese Xi Jinping ha partecipato per la prima volta di persona alla cerimonia di apertura del World Artificial Intelligence Conference di Shanghai, l’appuntamento più importante per l’industria cinese dell’intelligenza artificiale. Fino a questa edizione il compito era sempre spettato al premier Li Qiang, che aveva guidato le cerimonie del 2024 e del 2025. La presenza diretta del capo dello Stato ha cambiato il peso politico dell’evento e ha segnalato quanto Pechino consideri l’intelligenza artificiale una leva sia industriale sia diplomatica.
Xi Jinping propone una governance condivisa dell’intelligenza artificiale
Nel discorso, Xi ha sostenuto che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non può ridursi a una prestazione solitaria di un singolo Paese. Il presidente cinese ha collegato questa idea all’annuncio della World AI Cooperation Organization, sigla WAICO, con sede a Shanghai: un’organizzazione presentata come risposta alle richieste dei Paesi del Sud globale e come tappa nella costruzione di regole condivise per lo sviluppo e la gestione della tecnologia. Ha quindi elencato un pacchetto di impegni per i prossimi cinque anni, che comprende cinquemila posti di formazione dedicati all’intelligenza artificiale per i Paesi in via di sviluppo, la creazione di centri di cooperazione applicativa con ASEAN, Unione africana, Lega araba, comunità dei Paesi latinoamericani e caraibici, Organizzazione per la cooperazione di Shanghai e BRICS, oltre alla diffusione in trenta Paesi di un sistema di allerta meteorologica chiamato “Mazu”. Xi ha inoltre chiesto di evitare che il concetto di sicurezza nazionale venga esteso oltre misura nel campo dell’intelligenza artificiale, aggiungendo che nessun Paese dovrebbe anteporre la propria sicurezza a quella degli altri. Il discorso è arrivato a poche ore da un intervento del presidente statunitense Donald Trump, che in una trasmissione televisiva in prima serata aveva accusato Pechino di aver orchestrato quella che ha definito la più grande compromissione di dati elettorali della storia, alimentando la tensione tecnologica tra le due potenze.
Kimi K3 rilancia l’industria cinese dell’intelligenza artificiale
Sul fronte industriale, il quadro si è arricchito nelle stesse ore con la presentazione di Kimi K3, il nuovo modello sviluppato dalla startup Moonshot AI. Il sistema adotta un’architettura a mixture of experts con circa 2,8 trilioni di parametri complessivi e una finestra di contesto fino a un milione di token. Moonshot ha costruito il modello attorno a due innovazioni tecniche, la Kimi Delta Attention e gli Attention Residuals, pensate per migliorare la velocità di elaborazione su contesti molto estesi e ridurre i costi di addestramento. L’azienda presenta K3 come il primo modello open della classe dei tre trilioni di parametri, orientato soprattutto verso attività di programmazione, ragionamento e gestione di agenti su orizzonti temporali lunghi. Le prime valutazioni indipendenti lo collocano come competitivo con alcuni modelli proprietari su determinati benchmark di programmazione, mentre resta indietro rispetto ai sistemi occidentali di punta su altre prove di ragionamento complesso, con la pubblicazione integrale dei pesi programmata per la fine di luglio. La conferenza di Shanghai, in calendario dal 17 al 20 luglio insieme all’High-Level Meeting on Global AI Governance, riunisce oltre mille aziende e circa tremila prodotti in esposizione.
