Danmarksdemokraterne, il partito danese fondato da Inger Støjberg e affiliato al gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, ha diffuso nei giorni scorsi su Facebook e sul proprio sito un’immagine che ritrae due giovani con sguardo ostile rivolto verso una donna con il velo. La fotografia, condivisa per accompagnare una proposta politica sul divieto di piumini e cappellini negli istituti di istruzione secondaria, appare a un primo sguardo del tutto autentica. In realtà è stata generata con l’intelligenza artificiale, un dettaglio che il partito non ha segnalato in alcun modo né sui social né sul sito ufficiale.
Cosa mostra l’immagine pubblicata dal partito
L’immagine ha raccolto ampia diffusione online. Al momento della verifica il post su Facebook mostrava circa tredicimila like e diverse centinaia di commenti.
A notare l’anomalia sono stati due esperti interpellati dall’emittente pubblica danese DR, che analizzando la fotografia hanno individuato alcuni tratti tipici delle immagini prodotte con strumenti di intelligenza artificiale generativa, a partire da dettagli del volto poco coerenti. Anche la luce, uniforme in modo innaturale per una scena di strada, e la texture dei tessuti hanno contribuito a insospettirli. Uno dei due, Michael Wessel, ricercatore che si occupa di comunicazione digitale, ha spiegato che l’assenza di qualsiasi indicazione sulla natura sintetica dell’immagine rischia di collocare il caso fuori dal perimetro consentito dalla normativa europea sull’intelligenza artificiale, entrata in applicazione lo scorso 2 agosto. Wessel ha aggiunto che l’Unione europea mette a disposizione modelli di etichetta pronti all’uso, proprio per evitare che i soggetti pubblicanti debbano valutare da soli come segnalare un contenuto artificiale; chi sceglie invece di costruire un proprio avviso si assume la responsabilità di verificarne l’adeguatezza rispetto ai requisiti fissati dal regolamento.
Cosa prevede l’articolo 50 dell’AI Act
L’articolo 50 del regolamento (UE) 2024/1689 impone a chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale di segnalare i contenuti sintetici destinati al pubblico.
La disposizione riguarda innanzitutto le immagini e i video realistici che potrebbero essere scambiati per materiale autentico. Si estende inoltre alle tracce audio sintetiche dello stesso tipo e ai testi generati dall’IA su temi di interesse pubblico, con un obbligo che le linee guida della Commissione europea, pubblicate a luglio, attribuiscono sia ai fornitori dei sistemi sia a chi li utilizza per pubblicare contenuti.
Wessel ha anche richiamato una ricerca a cui ha contribuito nel corso dell’anno, dalla quale è emerso che gli utenti reagiscono in modo meno favorevole quando un contenuto viene segnalato come prodotto dall’intelligenza artificiale, con un calo misurabile di like e condivisioni rispetto a materiale privo di etichetta. Questo elemento, secondo il ricercatore, può spiegare perché organizzazioni e soggetti politici scelgano talvolta di non applicare l’indicazione richiesta dalla normativa, pur essendo consapevoli dei rischi di sanzione a cui si espongono. Interpellato sul caso specifico, Danmarksdemokraterne ha riconosciuto l’errore relativo all’immagine pubblicata e ha comunicato l’intenzione di aggiungere la segnalazione mancante sia sul post Facebook sia sul sito del partito.
