Un decreto dedicato alle imprese arriverà entro la fine di ottobre e conterrà, per la prima volta in modo esplicito, un capitolo sull’intelligenza artificiale applicata alla produzione industriale.
L’annuncio porta la firma di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ne ha parlato a margine del Meeting di Rimini spiegando come il testo sia in preparazione insieme ad altri dicasteri. La prima finalità indicata riguarda la semplificazione delle procedure autorizzative per gli investimenti produttivi, un passaggio che nella pratica quotidiana delle aziende manifatturiere determina i tempi di apertura di un nuovo stabilimento oppure di ampliamento di una linea già esistente. Accanto a quell’obiettivo il ministro ha citato l’aumento della produzione di energia rinnovabile, con attenzione particolare al sistema degli accumuli e delle batterie anche nella loro dimensione industriale. Un terzo intervento, annunciato in termini più generici, punta a migliorare la capacità del sistema industriale italiano nel campo dell’innovazione.
Robotica e umanoidi nel decreto imprese
La discontinuità rispetto ai provvedimenti degli ultimi anni riguarda le macchine. Urso ha dichiarato che il prossimo decreto interverrà sul fenomeno dell’intelligenza artificiale nell’industria attraverso un’accelerazione dello sviluppo della robotica e dell’utilizzo degli umanoidi nel sistema produttivo nazionale.
La motivazione offerta dal ministro è di natura competitiva, perché altre economie manifatturiere stanno già percorrendo quella strada e l’Italia, ha spiegato, non vorrebbe rimanere indietro. Il riferimento riguarda soprattutto Stati Uniti e Cina, dove i robot antropomorfi hanno lasciato la fase dimostrativa per essere assegnati a mansioni ripetitive nelle linee di assemblaggio e nella movimentazione dei magazzini. Le rilevazioni internazionali degli ultimi mesi descrivono un aumento delle installazioni proprio negli ambienti progettati a misura d’uomo, dove la carenza di manodopera per lavorazioni faticose oppure pericolose spinge le aziende verso l’automazione. In Italia la stessa tecnologia era rimasta finora confinata a sperimentazioni isolate, senza un quadro di incentivi dedicato che ne favorisse l’adozione su scala industriale. Il ministro non ha indicato quali strumenti economici verranno impiegati per sostenere quell’accelerazione.
Perché il ministro cita l’enciclica di Papa Leone XIV
Urso ha inserito l’annuncio dentro una cornice dichiaratamente valoriale, richiamando l’intervento di Papa Leone XIV sull’enciclica dedicata all’impatto delle tecnologie sulla società, che il ministro ha definito magistrale. La modernizzazione dell’apparato produttivo, secondo l’impostazione illustrata a Rimini, dovrà procedere insieme a un sistema di welfare capace di tutelare la persona, perché la visione rivendicata dal governo resta antropocentrica. La formula lascia intendere che il testo affiancherà agli incentivi tecnologici qualche forma di accompagnamento per i lavoratori coinvolti dalla riorganizzazione delle mansioni. Anche su questo punto mancano al momento indicazioni su strumenti operativi e coperture finanziarie.
Gli altri dossier aperti al ministero delle Imprese
L’annuncio si inserisce in un percorso che il Mimit ha avviato nei mesi scorsi con il riordino degli incentivi alle imprese. Tra le misure che entreranno nel vivo nelle prossime settimane figura “Investimenti sostenibili 4.0“, che mette a disposizione 448 milioni di euro per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno, affiancata da “Scoperta imprenditoriale II” con oltre 505 milioni destinati a ricerca e sviluppo nelle regioni meridionali.
A Rimini il ministro ha toccato anche altri fronti aperti a Palazzo Piacentini. Sul medio-lungo periodo Urso ha indicato negli Small Modular Reactor una delle tecnologie in grado di garantire all’industria italiana una disponibilità stabile di energia a basse emissioni, mentre il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato dallo stesso palco l’obiettivo di presentare entro fine anno i decreti legislativi necessari al ritorno dell’Italia alla produzione nucleare. Tra le ipotesi allo studio per ridurre i tempi burocratici compare inoltre l’estensione al Centro-Nord delle procedure autorizzative accelerate già sperimentate con la Zes unica del Mezzogiorno, senza gli incentivi economici collegati, che le regole europee sugli aiuti di Stato riservano alle aree svantaggiate. Resta sul tavolo anche il rilancio dell’ex Ilva di Taranto, su cui il ministro ha annunciato novità.
Nessun testo è stato ancora depositato e i contenuti definitivi dipenderanno dal confronto tra i dicasteri coinvolti, che Urso ha indicato come già avviato.
